Lu viòl que meno a misun
2025, servizio di piatti in gress e disegno di Pietro Rebuffatti, diametro 20 cm ciascuno
Sono partita verso la valle Varaita alla ricerca di un disegno, realizzato da un bambino che avesse rappresentato la sua montagna. L’architetta Barbara Martino mi ha accolta con un archivio di disegni dei suoi figli. Ho trovato così quello di Pietro, che a soli cinque anni si firmava “Piero” come se il nome rispecchiasse la formazione in corso della sua visione del mondo. Il suo tratto racconta del sentiero che porta al bosco, al pollaio, ai girini, poi ai fiori e al sole, per seguire il profilo delle montagne fino al ritorno a casa. Quello che mi ha colpito del disegno è che si può osservare il paesaggio da molti punti di vista, un invito a guardarlo senza confini e senza sovrastrutture.
Questa visione spontanea è diventata il punto di partenza per l’opera Lu viòl que meno a misun — Il sentiero verso casa, composta da un servizio di dodici piatti in grès.
Nei piatti il segno del bambino si è trasformato in un percorso da seguire, una linea che accompagna il gesto quotidiano del convivio, trovato ogni volta che ho incontrato una realtà in valle.
Mi piace l’idea che soprattutto nello spazio dell’associazione “Cresco” quest’opera continuerà a rinnovarsi, invitando chi si siede intorno al tavolo a condividere il proprio cammino e le proprie storie di vita.
Esposto a LIVNG ROOM
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